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La Direttiva CEE 89/106 sui prodotti da costruzione, recepita con il DPR 246/93, regola la fornitura di materiali e prodotti che entrano in modo stabile nelle opere edilizie definendo i criteri su cui si basa il controllo della qualità in edilizia.
Le diverse modalità di certificazione dei prodotti da costruzione sono strettamente legate a specifici protocolli di verifica della qualità, ossia richiedono una puntuale e preliminare individuazione dei metodi, tipi e tempi dei controlli di qualità.
I tipi di certificazione che seguono rappresentano le attestazioni previste dalla legge, menzionate in ordine decrescente rispetto al livello di qualità che rappresentano:
Omologazione
Il prodotto è sottoposto ad una serie di controlli, obbligatori per legge, effettuati da un ente o istituto accreditato dagli Organi Statali. Questo rappresenta il massimo livello di garanzia di qualità. È richiesta necessariamente per tutti i componenti impiantistici.
Certificazione di Conformità
Certificazione di tipo consensuale con riferimento alle specifiche tecniche capitolari. I laboratori di prova eseguono un controllo a campione seguendo norme e procedure predefinite. Eseguita su laterizi, calcestruzzi e quanto altro arrivi in cantiere senza certificato di omologazione.
Certificato d'idoneità tecnica
È un giudizio tecnico sull’idoneità d’impiego di un determinato materiale a seguito di specifiche prove.
Marcatura CE
Nato con lo spirito di definire livelli di qualità minimi comuni per favorire la libera circolazione di prodotti e merci, il marchio di qualità è un contrassegno rilasciato a seguito di una serie di attestazioni sul prodotto, non sempre significative, nel dimostrare un determinato livello di qualità.
Autocertificazione
Certificato rilasciato dallo stesso produttore a seguito di una serie di controlli.
Accreditamento
Certificato con validità Europea rilasciato da un ente accreditato.
La qualità dei prodotti da costruzione è perseguita tanto attraverso i requisiti scelti ed imposti dal committente attraverso i documenti progettuali, che da quelli fissati dei regolamenti e norme sulle caratteristiche proprie dei prodotti
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Le procedure di qualificazione del progetto edilizio e degli organismi di progettazione sono attualmente molto scarse. Tale inadeguatezza fa si che il progetto, punto nevralgico del processo edilizio, rappresenti l’anello debole della catena della qualità.
La qualità nella progettazione, come dichiarato nel Codice degli Appalti Pubblici relativi a Lavori, Servizi e Forniture (Decreto Legislativo 163/06), non può prescindere dal vaglio di alcuni aspetti inerenti il progetto come la qualità dell’idea entrando nel merito della soluzione progettuale e della qualità tecnica intendendo con l’attributo tecnico i contenuti.
La progettazione comunque deve quindi sempre comprendere:
a) la qualità dell'opera e la rispondenza alle finalità relative;
b) la conformità alle norme ambientali e urbanistiche;
c) il soddisfacimento dei requisiti essenziali
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